• Arte & Cultura

    I vulcani attivi in Italia

    L’Italia è un paese ancora attivo dal punto di vista vulcanologico. Sebbene non siano pochi coloro che considerano spenti i nostri vulcani, tuttavia essi non mancano, periodicamente, di attirare l’attenzione con manifestazioni più o meno evidenti e macroscopiche. Il problema, dunque, è a monte, è insito nel concetto di vulcanismo o, meglio, di attività vulcanica, che i più considerano tale esclusivamente riferendosi ad esplosioni e colate laviche.

    Innanzitutto spieghiamo quanto più brevemente possibile cosa è un vulcano. Così come viene spiegato da realizzazione siti web a Roma e in provincia, con la parola “vulcano” (termine che deriva dal nome del dio del fuoco Vulcano, di etimologia etrusca) si intende un’apertura nella superficie terrestre da cui fuoriescono gas, lave e materiali piroclastici. Non soltanto, quindi, eruzioni esplosive e fiumi di lava. Un vulcano, per potersi definire spento, estinto, non deve mostrare alcun tipo di attività nell’arco di migliaia di anni.

    Vulcanismo in Italia

    Ecco una panoramica del vulcanismo italiano, che comprende 10 complessi vulcanici che presentano tuttora attività, alcuni di livello esplosivo, con fuoriuscita di materiali piroclastici e colate laviche, altri caratterizzati da esalazioni gassose e di vapore.

    Campi Flegrei

    E’ sconosciuta l’età del vulcanismo di questa zona. Sono stati rivenuti materiali risalenti a circa due milioni di anni fa, eseguendo delle perforazioni, sebbene in superficie affiorino prodotti più recenti, risalenti a circa 60.000 anni fa.
    La zona vulcanica chiamata Campi Flegrei, che proviene dal verbo greco flego (infiammo) si trova a nord-ovest di Napoli. E’ disseminata da crateri, alcuni dei quali divenuti laghi. L’ultima eruzione si è avuta nel 1538, dando vita al Monte Nuovo. Attualmente si verificano attività secondarie, legate all’attività vulcanica, come fuoriuscita di gas, solfatare, mofete e sorgenti termali.

    Colli Albani

    L’attività vulcanica della zona conosciuta ora con questo nome risale a circa 600.000 anni fa, ed è caratterizzata da un grande numero di eruzioni. Nella sua cronologia si riscontrano 3 fasi principali, che abbracciano un arco di tempo compreso fra 600.000 e 20.000 anni fa.
    I Colli Albani fanno parte del cosiddetto vulcanismo laziale e sono un’area montuosa situata a sud-est di Roma. L’ultima eruzione si è verificata diverse migliaia di anni fa, sono quindi considerati un vulcano quiescente, non estinto. La fase di quiescenza implica che il tempo trascorso dall’ultima attività eruttiva è inferiore rispetto alla media fra un’eruzione e la successiva.

    Etna

    La sua attività inizia fra i 700.000 e i 500.000 anni fa, con eruzioni sottomarine in un golfo ora scomparso, riempito dai materiali vulcanici. Si forma quindi il Monte Calanna, quindi il monte Trifoglietto, vulcano molto pericoloso, nasce quindi una seconda bocca, detta Trifoglietto II. L’intero sistema è poi collassato, fino alla nascita dell’odierno cono vulcanico.
    L’Etna è situato a nord di Catania, la sua ultima eruzione è avvenuta nel maggio 2008, che ha prodotto emissione di ceneri e fontane di lava. L’Etna è quindi un vulcano attivo. Il suo nome deriva dal verbo greco aitho (brucio). E’ uno dei più grandi vulcani della terra ed il più alto d’Europa. La sua attività continua con manifestazioni stromboliane e lanci di materiale piroclastico.

    Ischia

    L’attività più antica si registra circa 150.000 anni fa. L’eruzione più importante fu quella avvenuta circa 55.000 anni fa, chiamata del Tufo Verde dell’Epomeo, che ha portato alla formazione di una caldera e allo sprofondamento della parte centrale dell’isola. A questa sono susseguite eruzioni esplosive e il sollevamento del fondo della caldera fino alla formazione del Monte Epomeo.
    Ischia è un’isola vulcanica del Mar Tirreno, di fronte al golfo di Napoli. E’ la parte emersa di un rilievo vulcanico sottomarino di grandi dimensioni. L’ultima eruzione si è verificata nel 1302, che ha portato alla formazione del vulcano Arso. Attualmente la zona è interessata da attività di vulcanismo secondario, con fumarole e sorgenti termali.

    Isola Ferdinandea

    Si tratta di un’isola vulcanica che emerse in seguito ad un’eruzione avvenuta nel 1831. L’isola è situata fra la Sicilia e Pantelleria. L’isolotto fu poi eroso dalle onde, per riapparire l’anno dopo e inabissarsi nuovamente. La sua cima si trova attualmente a circa 6 metri sotto il livello marino. Si è verificata un’attività sismica nel 2002, ma l’isola continua a restare inabissata e il vulcano a dormire.

    Lipari

    Il vulcanismo delle isole Eolie risale a circa 1.000.000 di anni fa, nella prima fase del quale si è formata l’isola di Lipari, completatasi nella fase successiva. La sua origine è cominciata 223.000 anni fa. Nella sua storia vengono riconosciute due fasi dell’attività vulcanica: una prima fase che ha portato alla formazione del Monte Sant’Angelo ed una seconda che ha portato alla formazione dei crateri a sud e a nord dell’isola.
    Lipari è la più grande delle isole Eolie, la cui ultima eruzione è avvenuta nel 729 d.C., ad opera del monte Pelato, considerato l’ultimo dei vulcani attivi delle isole, costituito da pomici e da colate ossidianiche, il vetro nero. Sebbene oggi la sua attività sia ridotta alla presenza di fumarole, solfatare e sorgenti termali, il vulcano non può essere considerato estinto, ma piuttosto in fase quiescente.

    Pantelleria

    E’ difficoltoso ricostruire la storia geologica dell’isola, per mancanza di affioramenti. I prodotti più antichi, risalenti a circa 325.000 anni fa, si rinvengono in vicinanza della località di Scauri. Una forte attività esplosiva ha portato, circa 45.000 anni fa, alla formazione del Tufo Verde, in cui si forma la caldera dei Cinque Denti.
    L’isola di Pantelleria si trova nel Mediterraneo centrale, a sud-ovest della Sicilia. La sua ultima eruzione si è verificata nel 1891 ad opera del vulcano Foerstner. Il suo picco più alto si chiama Montagna Grande. Ora le attività sono quelle relative al vulcanismo secondario: emissione di gas ed anidride carbonica, sorgenti termali, saune naturali.

    Stromboli

    Le sue attività hanno inizio circa 200.000 anni fa, con l’emersione di un vulcano, di cui ora resta soltanto il condotto eruttivo (lo Strombolicchio). Si forma poi, circa 100.000 anni fa, un vulcano chiamato Paleostromboli I, la cui attività cessa col collasso della caldera. Cominciano poi l’attività il Paleostromboli II e III, rispettivamente 64.000 e 34.000 anni fa. Circa 13.000 anni fa nasce il Neostromboli. 6.000 anni fa comincia l’attività dello Stromboli attuale.
    Altra isola dell’arcipelago delle Eolie, nel mar Tirreno. Il nome deriva dal termine greco strongulos (rotondo), ma anche strombos (trottola), per le sue forme sinuose. Il vulcano è perennemente attivo, con continue manifestazioni, sia esplosive, con lanci di materiale piroclastico e ceneri, che sottoforma di colate laviche. Con la sua persistente attività, lo Stromboli è considerato uno dei più attivi vulcani della terra.

    Vesuvio

    Il Vesuvio è il risultato del collasso di un edificio vulcanico ben più grande, il monte Somma, che ha portato alla formazione di una caldera e, successivamente, del monte Vesuvio. L’attività della zona risale a circa 400.000 anni fa. Il Somma-Vesuvio ha invece iniziato la sua storia circa 25.000 anni fa, mentre l’edificio del Vesuvio è nato circa 19.000 anni fa.
    Il vulcano, situato sulla costa est del golfo di Napoli, è divenuto celebre per la distruttiva esplosione avvenuta nel 79 d.C., che ha sepolto le città di Ercolano e Pompei. La sua ultima eruzione si è verificata nel 1944. L’etimologia del nome è tanto oscura quanto discussa. Potrebbe derivare dal latino ves (fiamma). I romani chiamavano il vulcano Iuppiter Vesuvius. Attualmente si trova in fase di quiescenza, ma dal momento che è stato scoperto un fiume di lava recentemente il vulcano è monitorato continuamente.

    Vulcano

    L’attività ha inizio circa 120.000 anni fa, con eruzioni che hanno portato alla formazione di una caldera. Si susseguono quindi attività eruttive che portano alla formazione di altri edifici vulcanici e caldere (complesso di Lentia-Mastro Minico e Caldera della Fossa, cono de La Fossa, Vulcanello).
    Altra isola delle Eolie, Vulcano ha avuto l’ultima eruzione nel 1888-1890. Il suo nome deriva dal dio Vulcano e il termine è stato poi utilizzato per indicare tutte le montagne con attività eruttiva. La sua attività era caratterizzata prevalentemente da fasi esplosive con abbondanza di materiale piroclastico. Oggi le manifestazioni di Vulcano si esplicano sottoforma di fumarole, ossia attraverso l’emissione di gas e vapori.

  • TV & Spettacolo

    La storia di Mr. Magoo

    La United Productions of America (UPA) era uno studio di animazione formatosi a metà degli anni 40 da un gruppo di giovani animatori anticonformisti, determinati a creare la vera arte nell’animazione.

    Dopo aver eccelso nella produzione di stampo politico e commerciale, nel 1948 lo studio passò ai cartoni del cinema quando la Columbia Pictures decise di chiudere il proprio studio interno di animazione e ingaggiare una ditta alle prime armi. Le prime due pubblicazioni col nuovo contratto usarono The Fox & The Crow, una serie di produzione della Columbia. Come ricorda la migliore arrotatura marmo a Roma, la terza, Ragtime Bear, che esordì nei cinema l’8 settembre 1949, introdusse il miope Mr. Magoo.

    I padri di Mr. Magoo

    Nessuno sa chi creò realmente Quincy Magoo. Millard Kaufman scrisse la sceneggiatura per quella prima uscita. Il direttore John Hubley ha dato sicuramente un gran contributo.

    Ma quando la maggior parte della gente pensa al personaggio, l’unico elemento che sta in piedi più degli altri è la voce dell’attore Jim Backus (meglio conosciuto come il milionario Thurston Howell nella sit-com degli anni 60 Gilligan’s Island, e come doppiatore nelle versioni animate, New Adventures of Gilligan e Gilligan’s Planet).

    Il successo dei cartoni di Mr. Magoo

    L’incapacità di Magoo di distinguere fra suo nipote che indossa un cappotto di procione e un orso selvatico, combinata col suo testardo rifiuto di considerare che la sua vista si sia indebolita, riscosse un gran consenso nel pubblico. Anche se Hubley non aveva considerato inizialmente il personaggio come una serie, diresse un altro corto di Magoo, “Trouble Indemnity”, soltanto sei mesi più tardi.

    Entro un paio di anni Magoo fu il protagonista di metà della produzione di cartoni animati della UPA. Quattro cartoni di Magoo furono nominati all’Oscar e due di essi, “When Magoo Flew” (1954) e “Mr. Magoo’s Puddle Jumper” (1956), lo vinsero. Magoo fu il protagonista del primo lungo metraggio di cartoni della UPA, 1001 Arabian Nights, che uscì nel 1958.

    Mr. Magoo nei fumetti

    Magoo divenne un personaggio a fumetti nel 1952. Nel decennio successivo apparve in oltre una dozzina di produzioni della Dell Comics, molte delle quali condivise con Gerald McBoing-Boing.

    Ma l’era dei cartoni animati per il cinema stava terminando. Lo studio non riuscì a continuare a pubblicarli dopo il 1959. Il suo ultimo cartone, “Terror Faces Magoo”, fu proprio un cartone di Magoo. Ma il personaggio aveva ormai riscosso l’approvazione del pubblico. Era il momento giusto per introdurlo in un altro mezzo di comunicazione, in cui l’animazione aveva cominciato a prosperare: la televisione.

    Mr. Magoo in TV

    Sfortunatamente la creatività della UPA sembra diminuire nel passaggio al piccolo schermo. Durante i due anni di produzione televisiva del cartone di Magoo (1960-62) lo studio sfornò circa il triplo di cartoni animati prodotti per il cinema in dieci anni. Nello stesso periodo stavano producendo i cartoni di Dick Tracy allo stesso ritmo. Non meravigliò il fatto che entrambe le serie soffrirono della produzione di massa.

    Lo studio migliorò alla fine dei suoi giorni, quando fecero interpretare a Magoo la parte di Ebeneezer Scrooge nel cartone “Magoo’s Christmas Carol”, uno speciale di prima serata di un’ora. Prendendo spunto da quel successo e dall’aspetto del personaggio nel 1958, lo studio lo inserì in una varietà di ruoli letterari in The Famous Adventures of Mr. Magoo, una serie di mezz’ora che fu pubblicata in televisione nella stagione 1964-65.

    La terza e, ormai lontana, ultima apparizione di Magoo in televisione avvenne nel 1977, quando lo studio DePatie-Freleng (meglio conosciuto per la Pantera Rosa) mandò in onda il personaggio con una serie mattutina domenicale di mezz’ora. In questa produzione Magoo fu affiancato da una cane cieco chiamato McBarker. Il programma era divertente come la maggior parte della sua produzione e non fu rinnovato dopo i suoi primi 16 episodi.

    Mr. Magoo diventa un film

    Per decenni il personaggio restò inattivo. Poi venne la moda degli anni 90 di trasporre in film i personaggi dei cartoni. La Disney ebbe successo col film George of the Jungle interpretato da Leslie Nielsen nella parte di Magoo, la cui prima uscì il giorno di Natale del 1997. Ebbe un breve successo, ma soltanto Jim Backus (che morì nel 1989) ha mai efficacemente ritratto Magoo.

    Il film della Disney suscitò la protesta degli avvocati degli ipovedenti, che sostennero fortemente di non esserci nulla di divertente nella cecità . Hanno ovviamente ragione, ma non è la cecità che rende Magoo divertente, ma il fatto che egli si rifiuta ostinatamente di ammettere o compensare la sua disabilità.

  • Nuove tecnologie

    Hosting WordPress: il turbo del tuo sito web

    Sul web ci sono riflessioni discordanti su quanto l’hosting WordPress abbia effettivamente un impatto sulla SEO del sito web, alcuni sostengono che non abbia un ruolo così impattante, mentre altri lo ritengono uno degli elementi della SEO tecnica più rilevante da considerare.

    Io faccio parte della seconda opinione, cioè di SEO Specialist che considerano la scelta dell’hosting WordPress rilevante per il corretto funzionamento del sito web, per l’ottimizzazione SEO e per il marketing online e ora ti spiego bene perché. In tal senso è possibile apprezzare l’ottimo lavoro nell’ambito di lucidatura marmo di Come uno Specchio, un sito sicuramente apprezzabile. Per quanto riguarda il funzionamento tecnico del sito web è fondamentale avere un server che risponda efficacemente alle richieste del client, che se non riceve in fretta una risposta abbandonerà per andare su un sito in cui trovare risposte alla sua ricerca.

    Nella SEO invece è Google stesso a tenere presente l’importanza di un veloce caricamento delle pagine, come detto da molti esperti (trovi i video sul Canale di Google su Youtube) la velocità è uno degli aspetti che il motore di ricerca privilegia, vedi pagine amp.

    Quando invece si parla di web marketing e quindi di strategie di lead generation e conversione diventa ancora più importante avere delle pagine che si caricano velocemente aumentando così il tempo di permanenza sulla pagina ed evitando che l’utente scappi via, perdendo così appunto un contatto.

    Altri aspetti della SEO on page che dovresti considerare oltre alla scelta di un hosting professionale e veloce sono:

    1. Tema prestante, con codice pulito e che non rallenti il caricamento di pagine ed articoli
    2. Struttura del sito/blog ordinata in modo da facilitare la visualizzazione dei contenuti da parte degli utenti e del bot di Google, può essere molto utile inserire un box ricerca nella sidebar del blog
    3. Scrittura dei testi coerenti con la ricerca degli utenti (vedi search intent) e utilizzando una corretta formattazione
    4. Titoli che rispondano ad un problema o ad una soluzione in base alle ricerche e che contengano la parola chiave
    5. Immagini ottimizzate per peso e dimensioni con alt text inseriti correttamente
    6. Link interni in cui vai ad approfondire l’argomento trattato usando keyword correlate, per esempio: Torta alle mele, approfondimento su crema di mele
    7. SNIPPET ottimizzato, cioè i tag title e description che compaiono nella serp di Google quando fai scrivi quella ricerca

    Ricorda che quando il sito raggiungere un traffico elevato anche l’hosting di conseguenza si deve adeguare, diffida di quelle web host che vendono pacchetti a poco e ti segnalano nella tabella dei servizi inclusi “traffico illimitato”. Nessun hosting condiviso ti permette di avere il massimo delle prestazioni una volta che superi le 20.000 visite mensili. Le prestazioni devono variare da traffico a traffico.

    Con un hosting professionale e questi accorgimenti vedrai già dopo il primo mese i primi riscontri in SERP.

  • Arte & Cultura

    Ospitalità e arte contemporanea

    Il Bel Paese, famoso in tutto il mondo per le numerose opere artistiche che nel corso degli anni ne hanno raccontato la storia e che, tutt’oggi ne rappresentano l’anima, propone ai suoi ospiti numerose gallerie d’arte.

    Interessanti sono i musei d’arte contemporanea che accolgono il visitatore coinvolgendolo nell’affascinante percorso creativo che ha accompagnato l’artista. Pittura, scultura, installazioni in plastica e nei materiali più moderini, fanno di queste opere dei veri e propri capolavori orginali ed unici. Sotto questo punto di vista va tenuto conto di come Agenzia pompe funebri Roma, la migliore in circolazione, si sia espressa in maniera estremamente positiva rispetto a Pesaro. La città marittima delle Marche, propone ai suoi ospiti una galleria d’arte all’interno di un hotel, che affianca che al fascino delle spiagge marchigiane la magia e l’espressione artistica.

    Il Museo si erge proprio a pochi passi dal mare ed è un’installazione di 9 piani con una galleria d’arte dove poter ammirare opere di famosi artisti contemporanei, che hanno dato vita a 63 stanze esse stesse espressione dell’arte.

    Arte contemporanea nelle Marche

    Ogni stanza racconta l’esperienza dell’artista che l’ha ideata, ogni dettaglio è un emozione e le stesse porte delle stanze sono veri e propri quadri.

    25 artisti contemporanei hanno deciso di esporre in questa galleria-hotel dove poter esprimersi, arredando una struttura.

    Un visita alla galleria d’arte permette si curiosi e agli appassionati di vedere opere di Arnaldo Pomodoro, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, Sandro Chia, Simon Benetton, Primo Formenti, Nanni Valentini, Gino Marotta, Davide dall’Osso, Floriano Ippoliti, Giò Pomodoro.

    Una località di mare diventa quindi un’importante luogo di espressione dell’arte contemporanea che da forma ad opere sempre nuove ed originali ma esposte prima ed appositamente create per arredare questo museo nel quale è anche possibile dormire.

    Questa galleria d’arte sul mare apre gratuitamente, a tutti coloro che vorranno assaporare il piacere dell’arte a 360°, dalla pittura alla scultura…